Trigger Point e Trattamento dei Trigger Point

Il trattamento dei Trigger Point Miofasciali, conosciuto anche come "Trigger Point Therapy", prevede il trattamento dei Trigger Point Miofasciali (MTrP) che si ritrovano nei muscoli e nella fascia. I MTrP sono aree del muscolo tese e dolorose. I MTrP possono interessare sia il muscolo che la fascia. I MTrP possono trovarsi in qualsiasi distretto corporeo e costituiscono una delle cause pià comuni di dolore muscoloscheletrico cronico, descritto anche come Dolore Miofasciale. Un Terapista Trigger Point Certificato è in grado di indurre il rilassamento di queste aree tese e dolorose, fino alla risoluzione dei sintomi a lungo termine. Esistono due principali modalità di trattamento per i MTrP, il Trattamento Manuale e il Dry Needling.

Cos'è un Trigger Point?

La Dott.ssa Janet Travell (1901-1997), medico americano e reumatologa personale del presidente degli Stati Uniti d'America John F. Kennedy, fu la prima a parlare di Trigger Point, già nel 1942.
John F. Kennedy and Dr. Janet Travell / Photo via AP
From: www.bostonmagazine.com/news/2017/01/26/jfk-first-female-presidential-physician/

La Dott.ssa Janet Travell (1901-1997), medico americano e reumatologa personale del presidente degli Stati Uniti d'America John F. Kennedy, fu la prima a parlare di Trigger Point, già nel 1942. John F. Kennedy and Dr. Janet Travell / Photo via AP From: www.bostonmagazine.com/news/2017/01/26/jfk-first-female-presidential-physician/

Nel 1983 Travell e Simons pubblicarono insieme il testo "Myofascial Pain and Dysfunction - The Trigger Point Manual", libro che portò a un cambiamento radicale nel modo di comprendere e trattare i pazienti con dolore muscoloscheletrico acuto e cronico.

Nel 1983 Travell e Simons pubblicarono insieme il testo "Myofascial Pain and Dysfunction - The Trigger Point Manual", libro che portò a un cambiamento radicale nel modo di comprendere e trattare i pazienti con dolore muscoloscheletrico acuto e cronico.

Storia dei Trigger Point

Lo studio del dolore muscolare affonda le sue radici nel passato. Per descrivere il dolore di origine muscolare sono stati utilizzate varie definizioni, e quelle che oggi vengono più comunemente riconosciute sono Dolore Miofasciale e Trigger Point Miofasciali. Fu un medico, la Dott.ssa Janet Travell (1901-1997), a utilizzare per prima il termine "Trigger Point Miofasciali". Correva l'anno 1942. Nel 1960 Travell si dedicò, insieme al medico Dr. David G. Simons (1922-2010), allo studio dei Trigger Point e della Sindrome Dolorosa Miofasciale. Nel 1983 Simons e Travell pubblicarono il loro testo "Myofascial Pain and Dysfunction - The Trigger Point Manual". Questo libro portò a una rivoluzione nel mondo della reumatologia, l'ortopedia e la fisioterapia, con un cambiamento radicale nel modo di considerare e curare i pazienti con dolore cronico. Dal 1983 in poi migliaia di Fisioterapisti, Medici, Chiropratici, Massaggiatori Terapisti e altri professionisti del settore sanitario utilizzano nella propria pratica clinica il trattamento dei Trigger Point.

Definizione di Trigger Point Miofasciale

Clinicamente i Trigger Point Miofasciali indicano una condizione dolorosa patologica dei muscoli scheletrici. Consistono in un cambiamento su scala microscopica delle fibre muscolari, che si accorciano e permangono in stato di contrazione. Tra le cause più probabili di questa condizione un sovraccarico muscolare o un "carico muscolare scorretto". Una delle teorie più condivise sui Trigger Point identifica nella compromissione dell'approvvigionamento di ossigeno e nutrienti del muscolo la causa di una contrazione muscolare protratta nel tempo e incapace di risolversi.

Immagine di un Trigger Point. Nel cerchio una sezione di alcune fibre muscolari contratte ("contraction knots" o "noduli contratti") all'interno di una bandelletta tesa, dove si possono localizzare i Trigger Point (Fonte: David G. Simons , MD , Janet G. Travell , MD & Lois Statham Simons “Myofascial Pain & Dysfunction - The Trigger Point Manual" , Volume 1 , 1999)

Immagine di un Trigger Point. Nel cerchio una sezione di alcune fibre muscolari contratte ("contraction knots" o "noduli contratti") all'interno di una bandelletta tesa, dove si possono localizzare i Trigger Point (Fonte: David G. Simons , MD , Janet G. Travell , MD & Lois Statham Simons “Myofascial Pain & Dysfunction - The Trigger Point Manual" , Volume 1 , 1999)

La "Teoria della crisi energetica" dei Trigger Point Miofasciali: una lesione del reticolo sarcoplasmatico provoca il rilascio in quantità abnorme di ioni calcio all'interno delle fibre muscolari. Le fibre muscolari rimangono quindi in uno stato di contrazione prolungata comprimendo i piccoli vasi sanguigni, situazione che porta a una riduzione della circolazione e dell'approvvigionamento di ossigeno. Questo deficit di ossigeno è il motivo della definizione di "crisi energetica". Inoltre l'infiammazione locale che ne deriva, provoca dolore e comporta un'ulteriore contrazione delle fibre muscolari. Più fibre muscolari tra loro adiacenti che rimangono in un stato di contrazione prolungata formano quello che definiamo un Trigger Point.

La "Teoria della crisi energetica" dei Trigger Point Miofasciali: una lesione del reticolo sarcoplasmatico provoca il rilascio in quantità abnorme di ioni calcio all'interno delle fibre muscolari. Le fibre muscolari rimangono quindi in uno stato di contrazione prolungata comprimendo i piccoli vasi sanguigni, situazione che porta a una riduzione della circolazione e dell'approvvigionamento di ossigeno. Questo deficit di ossigeno è il motivo della definizione di "crisi energetica". Inoltre l'infiammazione locale che ne deriva, provoca dolore e comporta un'ulteriore contrazione delle fibre muscolari. Più fibre muscolari tra loro adiacenti che rimangono in un stato di contrazione prolungata formano quello che definiamo un Trigger Point.

Nel dettaglio: in una fibra muscolare (cellula muscolare) può verificarsi la microlesione del reticolo sarcoplasmatico, in conseguenza ad esempio di una lesione o di un sovraccarico muscolare. Il reticolo sarcoplasmatico è un sistema di membrane all'interno delle fibre muscolari. Tra le sue funzioni quella di trasportare e accumulare ioni calcio. La lesione del reticolo sarcoplasmatico può portare a un rilascio eccessivo di ioni calcio, molecola necessaria per attivare la contrazione muscolare, causando così una contrazione prolungata delle fibre muscolari. Una simile contrazione che interessa più fibre muscolari nella stessa area può formare una bandelletta tesa, struttura facilmente palpabile da un professionista esperto. Una contrazione prolungata delle fibre muscolari, comprimendo i vasi che vascolarizzano il muscolo stesso, riduce la circolazione locale, impedisce l'adeguato rifornimento di ossigeno, e ostacola la guarigione. Se questa condizione diviene cronica il muscolo si può contrarre ulteriormente e diventare doloroso. In questo consiste la cosiddetta "Teoria della Crisi energetica".

Dolore e Trigger Point Miofasciali

Come accennato precedentemente, i Trigger Point Miofasciali costituiscono una delle cause più frequenti di dolore muscoloscheletrico cronico, ciò nonostante per lungo tempo non sono stati considerati come un target d'interesse nella gestione del dolore. In parte ciò può essere stato dovuto al fatto che alcuni Trigger Point non risultano particolarmente dolorosi alla pressione e provocano esclusivamente un dolore riferito altrove, in un'area adiacente. Occorre invece considerare che l'area in cui si manifesta il dolore e quella da cui esso ha origine possono non coincidere; ad esempio alcune forme di lombalgia sono provocate dalla presenza di Trigger Point nei muscoli addominali, e alcuni tipi di mal di testa sono provocati dalla presenza di Trigger Point nella muscolatura del collo. Il dolore riferito rappresenta uno dei tratti caratteristici dei Trigger Point. Il fatto che la loro stimolazione possa provocare un dolore riferito in un'area ad essi adiacente rappresenta il motivo per cui questi punti vengono definiti "punti trigger".

Caratteristiche diagnostiche dei Trigger Point Miofasciali

In letteratura si ritrovano quattro principali criteri diagnostici per i Trigger point Miofasciali. Maggiore è il numero dei criteri che risultano positivi, più precisa sarà la diagnosi dei MTrP.

  • una bandelletta tesa (un fascio di fibre muscolari contratte) all'interno del muscolo
  • un'area dolente alla pressione all'interno della bandelletta tesa
  • la comparsa di dolore riferito
  • un segno di sussulto in seguito alla stimolazione meccanica del Trigger

Quando la diagnosi viene effettuata da terapisti esperti, la ripetibilità del ritrovamento dei Trigger Point utilizzando questi criteri diagnostici è elevata. Ciò significa che i Trigger Point possono essere diagnosticati in maniera ripetibile.

Esempio comune di un pattern di dolore riferito - m. trapezio superiore (Fonte: David G. Simons, MD, Janet G. Travell, MD & Lois Statham Simons “Myofascial Pain & Dysfunction - The Trigger Point Manual”, Volume 1, 1999)

Esempio comune di un pattern di dolore riferito - m. trapezio superiore (Fonte: David G. Simons, MD, Janet G. Travell, MD & Lois Statham Simons “Myofascial Pain & Dysfunction - The Trigger Point Manual”, Volume 1, 1999)

In cosa consiste il Trattamento dei Trigger Point?

Dry Needling di un muscolo dell'avambraccio (M. Estensore Radiale Lungo del Carpo)

Dry Needling di un muscolo dell'avambraccio (M. Estensore Radiale Lungo del Carpo)

Obiettivi

Gli obiettivi del Trattamento dei Trigger Point sono:

  • migliorare la circolazione sanguigna nell'area del Trigger
  • distendere la bandelletta tesa
  • rilassare la fascia circostante

Modalità di trattamento

Esistono diverse modalità di trattamento per i Trigger Point. Il Trattamento Manuale dei Trigger Point, il Dry Needling e la combinazione di entrambi, che spesso si dimostra di particolare efficacia. Il Trattamento Manuale dei Trigger Point include alcune tecniche specifiche per il muscolo, la fascia e ii tessuti connettivi. Il Dry Needling prevede l'utilizzo di aghi sterili e monouso per migliorare la circolazione e aumentare il flusso sanguigno nell'area del Trigger Point, promuovendone così la guarigione e riducendo il dolore. Nel trattamento dei Trigger Point, maggiore è l'accuratezza, migliori sono i risultati.

Trattamento Manuale dei Trigger Point in un muscolo della coscia (Capo Breve del M. Bicipite Femorale)

Trattamento Manuale dei Trigger Point in un muscolo della coscia (Capo Breve del M. Bicipite Femorale)

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